mercoledì 27 novembre 2013

Il testamento del Signor B.



Pur detronizzato, inquisito, politicamente annullato, il fu Berlusconi continua a sillabare dall'oltretomba il suo unico mandato testamentario al suo manipolo di seguaci: mai con la sinistra e fate qualunque cosa purché danneggi la sinistra.

Se è vero, come è vero, che in prossimità della fine gli uomini si ricordano solo l'essenziale, le ultime volontà del signor B. equivalgono ad una vera e propria confessione: niente e nessuno ispirò la sua incredibile parabola politica se non l'ossessione di annientare i “mangiatori di bambini” aldilà di ogni motivabile dubbio. Aldilà, perfino, del trascorrere del tempo che tutto dovrebbe mitigare, mutare, addolcire: tutto tranne l'astio implacabile di questo ex politico.

Questa ostinazione furibonda, ottocentesca, da dannato senza redenzione e senza requie, è utilizzata con profitto dai suoi abili agiografi (Alessandro “Nosferatu” Sallusti, il Romero delle rotative, in primis) che segnalano i deliri del signor B. come scene madri per ravvivare le loro prime pagine.

Comincio a temere che la natura delle esternazioni del Nostro siano di natura oltretombale. Nelle notti buie e tempestose tornerà a spaventarci, con tanto di cigolamento di catene, con orribili “uhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh”.


Brrrrrr, che paura...