martedì 5 aprile 2011

Appunti di fine mese di un pensionato




Voglio mettermi in fila per il Pulitzer. C’è chi si finge immigrato per poter raccontare le vicissitudini che comporta un viaggio in barcone. Chi si finge clandestino per descrivere la vita grama di un sans papier. Io, invece, ho scelto la categoria più invisibile e disastrata del Paese. Ho vissuto con loro gli ultimi giorni del mese. Alla fine c’è sempre una nota di ottimismo. Loro, questi eroi, non si lamentano mai. Ecco il resoconto.

(27) Risparmiamo anche l’euro. Vado a piedi fino dalla zona dei mercati. C’è Mimmo con il suo camion “Primizie dalla Sicilia”. Compro una cassetta di patate: 10 chili, 5 euro. Una bella dieta a base di patate fa bene: alla salute e alle finanze. Basta girare e la soluzione la trovi sempre. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(28) Oggi è giovedì. Ho le cartine e stasera c’è la Movida. Quei ragazzi hanno l’abitudine di fumare un quarto della sigaretta e poi di gettarla. Basta un piccolo calcetto, far planare la cicca ancora accesa dietro l’angolo, spegnerla delicatamente, togliere il tabacco e metterlo nella tabacchiera. Ripetendo l’operazione più volte si può accumulare da fumare per 3 o 4 giorni. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(29) È il giorno della visita medica di controllo. Mi intrufolo in un bar pieno di gente, avvicino verso di me una tazzina vuota, così sembro un cliente pagante. Chiedo il giornale ad un signore che lo sta sfogliando svogliatamente. Lo leggo per oltre mezz’ora. Esco dal bar, entro nell’ospedale. Sto in coda per circa tre ore. Dieci minuti di visita (“Tutto a posto, stia solo attento all’alimentazione”), e poi via, una bella camminata sino a casa (sempre per via dell’euro). La giornata è passata senza mettere mano al portafogli (vuoto). Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(30) Maria è morta tre anni fa. Mi è morta tra le braccia. Eravamo appena andati alla visita di controllo (“Tutto a posto, stia solo attenta all’alimentazione”, le avevano raccomandato, ma era alla fine del mese e facevamo la dieta delle patate di Mimmo). Ora riposa al cimitero. Le porto sempre un fiore. Oggi è un fiore che ho colto in un campo, poco distante da dove abito. È già tutto avvizzito, ma è fine mese e Maria capirà. Si trova sempre un fiore in questa città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(31) È il giorno dei nipoti. Non fosse la fine del mese sarebbe la giornata più bella della settimana. Mi vengono (quasi) sempre a trovare, la domenica. Ma le caramelle sono finite e i soldi per la mancetta sono andati a finire in quella tassa imprevista. E allora non mi faccio trovare in casa. Girovago per le viuzze del centro storico, così belle, pulite e ristrutturate. Li spende bene i soldi, il mio Sindaco. Passeggio per tutto il giorno. Che bello. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia.

(1) Vado in coda alla Posta. È il giorno della pensione. 508 euro tutti per me. Non ci posso credere. Va beh, ci devo togliere 123 euro di affitto (appartamento in un palazzo di proprietà comunale, grazie ancora, Sindaco), il ticket per qualche medicinale e un paio di balzelli. Oggi voglio comprare una rosa rossa per Maria, un pacco di caramelle per le mie gioie e una busta di tabacco trinciato. Crepi l’avarizia anche caffè e tramezzino. La bistecca no, meglio non esagerare. Ma sono contento. Questa è una città che ti da un sacco di opportunità. Che fortuna abitare in Italia...