martedì 18 settembre 2012

Attimi di gioia perfetta




Penso che per questo si viva. Anche per questo, almeno. Quella felicità minima che cerchiamo – e a volte troviamo – ogni giorno. Io ho buttato giù qualche situazione. Vediamo chi ha altre idee. Le aspetto.

Dal dentista, lei che si toglie la mascherina e dice: “Fatto, ci vediamo fra qualche mese”

Andare a prendere la macchina parcheggiata all’aperto. Perfetto: nemmeno un graffio né una cagata di piccione

Il mio taccuino; una base rigida, due molle e fogli altrimenti destinati alla spazzatura tagliati con un righello in quattro parti

La mia penna quando oramai il refill ha più poco da dire, dopo aver sputato chilometri di inchiostro

Il Genoa, quando gioca

L’ultima sigaretta. Nella cartella c’è un pacchetto intero di tabacco, cartine e filtrini

Dopo la doccia. Ancora 12 minuti abbondanti di buono. Mi butto sul letto, ancora umido

A Crans Montana, quando nevica. Alle dieci di sera. Esci dalla tua stanzetta e imprimi le tue orme lavagna bianca

L’odore della neve. Quando cade.

Su una bancarella del mercato. I pantaloni come volevi. Chiedi il prezzo: 7 euro

A Londra. In mezzo al caos della metropolitana a Ealing Broadway. In mezzo a mille voci, senti un saluto in dialetto. Nel tuo dialetto

Un libro che cercato per tanto tempo. Te lo consegnano in libreria. Sfiori con i polpastrelli la copertina di brossura

Verso le sei e mezza di sera, nella caletta tra i bagni Ziki Paki e Tiffany. Quando non è più Settembre e non è ancora Ottobre.