giovedì 2 febbraio 2012

Alza le mani e fai un salto trallalalà...




Tutti abbiamo bene in mente una filastrocca di tipo iterativo, magari raccontata dalla nonna o dalla vecchia zia.
Un tipico esempio è Cavallino Arrò, Arrò..

Cavallino arrò arrò,

piglia la biada che ti dò,

piglia i ferri che ti metto,

per andare a San Francesco.

San Francesco è sulla via
per andare alla badia.

Alla badia ci sta un frate
che prepara le frittate.

Le frittate non son cotte
mangeremo le ricotte.

Le ricotte son salate…

mangeremo le frittate.

Andando più sul moderno, è illuminante la canzone di Angelo Branduardi “Alla Fiera dell’Est”, motivo molto in voga negli anni Ottanta.
L’iterazione sta a indicare il moto circolare del tempo, e la convinzione che tutto torna e niente muta e se muta lo fa solo per ritornare al punto di partenza: come il susseguirsi delle stagioni e i discorsi di Berlusconi contro la magistratura.

Recentemente un gruppo di etologi italiani ha scoperto una nuova filastrocca detta “del politico che ruba ai politici che rubano ai cittadini”. Squadre di lavoratori in nero usa intonarle quando iniziano operazioni particolarmente inutili come la potatura del basilico. Fa più meno così:

Lo Stato italiano dà ai soldi ai partiti, (alza le mani e fai un salto trallalalà)
il tesoriere del partito si intasca i soldi (alza le mani e fai un salto trallalalà)
i deputati non si accorgono che mancano 13 milioni (alza le mani e fai un salto trallalalà)
mancano i soldi e allora viene in soccorso lo Stato (alza le mani e fai un salto trallalalà)
e allora lo Stato alza le tasse per dare i soldi ai partiti (alza le mani e fai un salto trallalalà)
e così la fola ricomincia (alza le mani e mettiti seduto trallalalà)...

Pare che, con questa filastrocca in sottofondo, la produttività dei potatori di basilico aumenti del trenta per cento...