martedì 19 ottobre 2010

Lacuna Rossa

I politici si stanno scaldando i muscoli. Sentono odore di elezioni, come i cani da caccia percepiscono la selvaggina a chilometri di distanza.
L'altra sera ho visto e sentito Niky Vendola. Un fuoriclasse della ars retorica, con solide basi di sintassi e di grammatica. Ha surclassato tutti. Difficile, se non impossibile, coglierlo in castagna o individuare un buco nella sua preparazione.
Vendola, a buon titolo, fa parte della sinistra illuminata che rivendica l'egemonia culturale sul Paese.
Diciamo che, questa gauche nostrana, tendenzialmente, è formata da persone oneste, piuttosto sobrie nella vita privata e piuttosto civili in quella pubblica. Abili parlatori, sono inclini alla cultura e dotati di una intelligenza vivace e versatile.
Sono impareggiabili nell'organizzazione delle feste e delle manifestazioni di massa; insomma, nella difficile arte della convivialità sono un'eccellenza. Non disdegnano nemmeno l'alta moda: le mise di Bertinotti sono un must e le scarpe di D'Alema sono un cult.
Non parliamo poi del primato assoluto nelle arti più disparate. Molti di loro sono eccellenti registi, grandi attori, ottimi scrittori, pittori di gran talento. Non si contano gli intellettuali che godono di gran prestigio all'estero, e i loro salotti sono da sempre i più ambiti.
Clamoroso il gap con il resto dell'arco costituzionale e extraparlamentare per quanto attiene al giornalismo (vuoi mettere Santoro con Vespa? Ma va là. E Floris con Fede? Lasciamo perdere....).
Tutto ciò premesso, c'è una cosa che proprio non riesco a capire: perchè si ostinano ad occuparsi di politica, se è l'unica cosa che non sono assolutamente capaci di fare? Perchè?