lunedì 27 dicembre 2010

Quando cala il sipario

Si avvicinava di soppiatto nei perimetri degli improvvisati crocchi che si formano vicino al bancone di Brunin. Ordinava un caffè “basso e leggermente macchiato caldo” e si sedeva nel tavolo più appartato. Aspettava solo l'orario della parrucchiera, nel negozio di fianco all'osteria. Ogni tanto scrollava la testa, come per togliersi di dosso la polvere dei pensieri molesti.

Amelia è un'attrice di teatro. Nel suo viso, i segni della vecchiaia sono solo una debole maschera della bellezza straordinaria di qualche anno fa. Quasi si vergognava si raccontare del suo passato, dei suoi lavori con Mariangela Melato e Alberto Lupo. Della grama vita delle compagnie itineranti, della concorrenza sleale della prima Tv targata Mike Bongiorno. Poi un bel giorno è implosa: ha raccontato, liberando nell'aria il profumo inebriante dell'assito del palcoscenico. “Oggi – dice - è quasi una vergogna dire che si è vissuto di arte e cultura ”. E pericoloso, aggiungo mentalmente. Si rischia di passare per disperati.

La cultura è forse il problema più spinoso per la società d'oggi. Non tanto l'accettarlo, ma il come risolverlo. Con la nuova Milleproroghe, il Governo ha pensato di rottamare tutti gli intellettuali. Resta da decidere dove stoccare tutti gli intellettuali di sinistra e come smaltirli. Il guai arrivano dalle barbe altamente infiammabili e dalle giacche di tweed che sprigionano pericolosi vapori di alcol e zaffate di fritto da pessima trattoria. Dovendo giocoforza scartarne l'incenerimento, gli uffici tecnici governativi ne sconsigliano anche l'utilizzo nell'alimentazione animale, vista l'età avanzata degli intellettuali (giovani esemplari non se ne vedono in giro).

Non rimane che la rieducazione in centri per il lavoro manuale situati in Brianza e nel trevigiano. Là attori, scrittori, scultori, musicanti e cantanti, pittori e saltimbanchi saranno avviati allo schiacciamento del chiodo e alla tecnica denominata “picca e pala”. Sullo sfondo una gigantografia di Sua Bassezza con l'elmetto giallo da carpentiere allieterà i lavori. Alla fine del corso a tutti gli intellettuali sarà consegnato l'attestato “Ghe pensi mi” e un set di attrezzi da muratore. A richiesta, anche un avviso di garanzia per abuso edilizio.

Questa simpatica soluzione al problema della cultura nel nostro paese, pare sia stata suggerita al Primo ministro da un suo vecchio amico: Vladimir Putin. Lui, in queste cose, è un vero esperto...