martedì 10 gennaio 2012

Un decreto legge per il giallo di Avetrana




Secondo qualche autorevole sciampista quello che prende il via oggi è “uno dei processi più interessanti degli ultimi anni”. A parte l’analisi etimologica del termine “interessante” è snervante assistere alle interviste di contorno a questo “interessante” avvenimento. In mancanza degli attori principali – incidentalmente ospitati nelle patrie galere – i volti più gettonati sono i legali degli imputati. Chi è abbastanza sadico di scarrellare tra i canali durante le trasmissioni pomeridiane, può senz’altro apprezzare la proposta che voglio fare a tutti i cronisti che si affannano a cercare una dichiarazione dagli avvocati della famiglia Misseri.

Si tratta di una intervista standard.
Domanda: come sta ora Sabrina?
Risposta: male
Domanda: che cosa fa in carcere?
Risposta: piange tutto il tempo
Domanda: che cosa si aspetta dal processo la sua assistita?
Risposta: che venga sancita la sua totale estraneità ai fatti.

L’intervista potrà essere utilizzata una tantum da ciascuna testata e valere come totale e definitiva copertura al famoso lato umano della vicenda. Nel contempo dovrà annullare ogni ulteriore pretesa di colloqui con i protagonisti del giallo di Avetrana.

Tutto questo per evitare che i famigliari della piccola Sarah Scazzi, appena usciti da questa disumana vicenda, possano cadere in mano di improvvisati cronisti-sciampisti, i quali, per giunta, neppure investendoli appena usciti dalla casa di Avetrana, mollano la presa.

Propongo che proposta diventi decreto legge.
Limitativo della libertà di stampa?
No, limitativo della feroce idiozia che molti cronisti hanno messo in campo...