domenica 1 gennaio 2012

Supercafone 2011



Come souvenir di questo malconcio 2011 voglio scegliere la fotografia di una spiaggia di inverno in una bella mattinata. Le onde, la battigia perimetrata dalle alghe. La linea del mare che si confonde con quella dell'orizzonte. Poi la sabbia, piena di resti del consumismo modellati come solo la salsedine e la risacca e il vento riescono a fare. Potrebbe essere un quadro perfetto; vagamente romantico, sicuramente metafisico.

A rovinare tutto arriva un elicottero che atterra proprio sulla spiaggia, indifferente – oltre che delle leggi - anche del buon gusto. Il pilota non è uno qualunque.
È Francesco Maria De Vito Piscicelli, salito agli onori delle cronache per aver riso del terremoto in Abruzzo e per i possibili guadagni che avrebbe potuto portargli. Successivamente Piscicelli è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sui grandi eventi. È atterrato in elicottero sulla spiaggia di Ansedonia ed è andato al ristorante con la madre.

Poiché neppure il più rozzo dei cafoni potrebbe compiere davanti a testimoni un atto più idiota, penso che Piscicelli abbia voluto coraggiosamente rappresentare agli occhi dell'intera nazione il rapporto che lega gli italiani al loro paese: un rapporto rapinoso, ingordo, incolto, pateticamente macho che vede nel prossimo un inerte oggetto di piacere.

Dai grandi tangentari che rastrellano soldi fino ad arrivare ai plurimilionari inesistenti per il fisco ci si affacenda affinchè il mediocre di massa lasci le sue tracce perenni. Persone che hanno chiaro in testa il concetto di impunità legata al potere, di onnipotenza del soldo.
Uomini che hanno nel Dna l'assoluta indifferenza alla mancanza di dignità. Non è l'unico, è solo un rappresentante di una corposa colonia.

Piscicelli non è solo un geniale performer, è anche un disinteressato eroe che, pur di farci capire quanto tutti noi siamo piscicelli, non ha avuto paura di farsi eleggere Supercafone del 2011...