martedì 13 marzo 2012

Ma dov'è 'sta Palestina?



Aveva l’aria di chi veramente se ne intendeva. Mostrava di sapere come vanno le cose, perchè non vanno e di chi è la colpa. Prendere l’espresso al bar è anche questo: vivere per una frazione di minuto gomito a gomito con ogni tipo di persone. L’altro giorno ho scontrato le mie orecchie con una frase pronunciata da una signora abbronzatissima, con chilometri di meches e una quintalata di anellame. Denti bianchi da far invidia e il suo bel cagnolino aggrappato alle unghie smaltate.
Ha detto (testuale): “Ma si può sapere una volta per tutte dove cavolo è ‘sta Palestina?”. Questa donna, a occhio e croce, fa parte di quella categoria di umani denominata (approssimativamente) classe media.

Un tempo lontano, aimè, molto lontano, questa particolare classe spiccava in virtù di qualità diverse e concomitanti, non solo di natura materiale ma anche intellettuale. Era gente che ricavava e spendeva non per rendita ma per lavoro. Non avendo rendite di posizione di nessun genere era spinta ad essere libera, sperimentare e di agire nella società. Era portata al rinnovamento, elettivamente avanguardia dei movimenti di pensiero politico e religioso.

Ecco, se la classe media si identifica non per un censo, ma per una forma mentis, uno stile di vita e di lavoro, un'etica di classe, oggi non c'è niente di più stupido che confinarla in uno scaglione di reddito. E oggi non c'è niente di più arbitrario che definirsi membro della classe media in base alla propria disponibilità di reddito o alla sua indisponibilità.

È per questo che in Italia non esiste una classe media, ma solo suoi brandelli. Ciò che con intenzionale mala fede è spesso confuso con classe media, è quella che Indro Montanelli chiamava "la plebe borghese". Mentre i professionisti si indignano perché oppressi dall'impoverimento dovuto alla liberalizzazione delle loro professioni e dall'evenienza di una meno agevole evasione fiscale, i loro colleghi in diverse parti del mondo (anche nel mondo arabo, per esempio) sfilavano per protestare contro un altro genere di impoverimento: contro la riduzione delle spese statali per la cultura. In altre parti del mondo, lontano da noi, ha manifestato la classe media, in Italia la plebe borghese.

Quello che mi chiedo, e vi chiedo amici miei, è: ma questo Paese, questo Stato e questo e i passati governi sanno farsene qualcosa di una classe media attiva e prospera, riconosciuta nella comunità per ciò che sa fare, vuole fare, vuole chiedere, sa pretendere?
O hanno casomai voglia di chiudere i conti e preferiscono vedersela con i più semplici, carnali, interessi della plebe borghese?...