sabato 14 novembre 2015

Il mondo dopo Parigi




Accendo e spengo la Tv, per tutta la notte. La spengo quando tra me e quello di orrendamente vero che sta accadendo si frappone uno spot sui lassativi: sono disposto a molto, questa notte, ma non a questo.
Quello che sto osservando accadere è qualcosa di simile alla fine del mondo. Il mondo dove sono nato si sta dissolvendo nei fermi immagine della strage di Parigi. Finita la fase dell'informazione dovrò chiedermi come sopravviverò a quello che verrà; e come sopravviveranno le persone a cui voglio bene e quel brandello di mondo che finora avevo stimato, rispettato e amato.
In un paio di ore si è scatenata e conclusa una guerra mondiale.
L'Europa è stata attaccata e sconfitta. Quello che potrà fare, da ora in poi, sarà solo vendicarsi e in qualunque modo lo farà, i conti non torneranno mai.

Nella carneficina di Parigi, non è morta soltanto della gente, tanta gente, ma è morta qualunque speranza di una sistemazione civile del mondo. Non è stata attaccata solo Parigi, la Francia, l'Europa, ma il mondo intero. Il mondo civile, quello che desiderava libertà, dignità, uguaglianza, pace. Quel mondo che domani non avrà più voce.

Ha vinto l'Impero del Male. Quello vero, non quello delle ossessioni che ci hanno voluto fare credere che sconfitto nazismo, fascismo e comunismo tutto si sarebbe appianato, e una nuova Era di pace sarebbe iniziata. Non so se l'Impero del Male abbia un presidente, ma c'è da chiedersi, invece, come si sia potuto creare quell'uomo, lasciarlo vivere e prosperare. Un uomo che vince contro il mondo intero. Incredibile. C'è riuscito perché lui, e tutti i suoi ministri e dignitari, si muove nelle sentine e nelle fogne dell'intero pianeta.

L'ha fatto impunemente perché l'Impero del Male non ha né un paese, né un popolo.
La sua guerra è contro la vita; la vita di tutti tranne la propria.
Ha in odio la giustizia, qualunque possibilità di giustizia.
Non ama nessuna causa, se non la propria.


Chi ha scatenato la guerra, sa bene che da domani non ci sarà nemmeno un cittadino del pianeta che penserà serenamente alla propria vita, ma è altrettanto vero che nessun bambino, donna o uomo arabo potrà esser sicuro di arrivare a sera vivo.

E nella nostra società, nessun pacifista potrà pronunciare la parola pace a voce alta. Nessuno potrà chiedere che la giustizia sia anteposta alla vendetta. Questo è il nuovo mondo che ci consegna l'Impero del Male.
Non posso credere che sia opera di un folle, non posso credere che la civiltà sia così debole da essere spazzata via da uno sceicco miliardario.

Forse, invece, è così.
Forse chi ha governato il mondo lo ha fatto così stupidamente da consegnarlo nelle mani del terrore e del male. C'è almeno la metà dell'Universo che guarda gli schizzi di sangue di Parigi con indifferenza; qualche milione, potete scommetterci, starà brindando. È il mondo di fuori, quello che dal mio mondo non ha mai avuto niente di buono, né ha mai potuto aspettarsi una buona notizia per sé. Il mondo dei disperati e dei senza futuro a cui non abbiamo saputo dare nulla di quello che stiamo perdendo oggi. Né pace, né dignità, né benessere.

Le prime vittime dell'Impero del Male saranno loro…