mercoledì 15 dicembre 2010

Colletti bianchi, incazzati neri

Si stanno letteralmente scannando per inezie politiche. Non è un'eccezione; è la prassi del dibattito di oggi. Intanto per le strade succede qualcosa che assomiglia sinistramente alla guerriglia: roghi, manganelli, molotov. Assetti da guerra.

La gente è povera, depressa e confusa. Lo dicono tutte le statistiche che ogni giorno ci vengono portate all'attenzione. Ma nemmeno questi tre aggettivi rendono bene l'idea; la verità è che siamo incazzati, incazzati neri. Dico noi che siamo il ceto medio; i privilegiati, i tranquilli, gli speranzosi. Il nerbo progressivo del Paese. Gli ex di tutto questo.
Ovviamente è meglio non spingersi a dare un'occhiata al ceto basso: non aprite quella porta. Quelli sono carne bruciata, gente che non compare nemmeno nelle statistiche, malignamente predisposta com'è a dare un'immagine distorta del Paese. Fa talmente schifo il ceto da 800 euro al mese che c'è da sporcarsi solo ad ammettere che ha qualche problema. Nessuno perde tempo per loro. Il fatto è che il ceto medio, ora, sta andando incontro a quello basso.

All'appuntamento ci sta andando in picchiata. Cominciamo ad andare in giro con un dente sì e uno no, perché i soldi per tutti non li abbiamo più. Per via della nostra scarsa sorveglianza sull'andamento dell'economia, come dice il nostro (ricco) presidente. Stiamo diventando anche ignoranti; perché i soldi per l'altro dente li abbiamo sottratti al conto in libreria. Serpeggia un pestilente senso di colpa di chi ha perso l'abitudine a pensare al bisogno come a un fatto della vita reale, vera e concreta, di chi si è abituato a vederlo col binocolo, incartato nelle brutte notizie, assieme al maltempo e alla scomparsa di ragazzine.

Naturalmente i ricchi sono più ricchi, visto che il denaro non ha la proprietà metafisica di svanire nel nulla. La Fiat diminuisce la produzione delle sue macchinette, la BMW aumenta quella delle sue fuoristrada da 100.000 euretti. Non tutto va male nell'industria, non in quella del sollazzo d'alto bordo.

Il ceto basso intanto continua a pulire le strade, a infilare le lettere nelle cassette, a mungere le vacche, a tornire bulloni, con la certezza di non potersene mettere nemmeno la metà di denti, senza la speranza di potersi fare una risonanza al fegato in tempo per non lasciarci la pelle. Senza la forza contrattuale di poter prendere a schiaffi chi gli dice: “fammi ancora un po' più ricco, che poi quello che mi avanza è tutto per te”. Mentre noi, orgoglio del paese, abbiamo smesso da tempo di fare quello che dovevamo: almeno studiare, almeno inventare, almeno saper trovare qualche buona idea. Tanto buona da poterci governare un paese...

12 commenti:

  1. Dx Sin: non riusciamo a capire che, in realtà, nello stesso momento, nello stesso tempo, nello stesso luogo esistono 2 popoli differenti; tempo fa Benjamin Disraeli ebbe a dire:
    "Mi è stato detto che i privilegiati e il popolo formano due nazioni".
    Quindi se parliamo di destra e sinistra, parliamo di due destre, due sinistre, due leghe, due di tutto, appartenenti a 2 nazioni differenti, una che opprime ed una che è oppressa. Semplicissimo, mi pare.

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  2. Sabato scorso mia moglie non aveva voglia di stare a casa: che ne diresti se andassimo fuori?
    Detto fatto, siamo in macchina in giro senza meta, poi fattasi l’ora di cena: dai, andiamo per pizza. E qui comincia la nostra odissea: non avevamo prenotato. Sicché dopo aver visitato una ventina tra ristoranti e pizzerie, sistematicamente respinti da un desolato “non c’è posto”, ce ne siamo tornati a casa per una minestrina.
    Non voglio dire che non ci sia la crisi: c’è, eccome se c’è, è addirittura mondiale, e - come non bastasse - ricordiamoci che anche salari e stipendi hanno perso il 50% del loro potere d’acquisto dall’entrata in vigore dell’euro. Convengo, e ne sono preoccupato, che è vergognoso che un operaio con anni di anzianità venga pagato 1.000 euro al mese. E’ desolante che il precariato, che doveva sostituire l’apprendistato, sia diventato uno stato permanente di rapporto di lavoro, per il solo vantaggio dei datori di lavoro.
    Ma ristoranti, pizzerie, multisale cinematografiche… inaccessibili il sabato sera dovrebbero dirla lunga su molte cose e farci riflettere.
    Quanto incide sulle statistiche l’evasione fiscale? E’ solo del mese scorso la notifica ufficiale da parte del Ministero delle Finanze che il 50% degli italiani dichiara un reddito medio di 12.000 euro, che sarebbe come dire che 30 milioni di individui guadagnano 900 euro al mese.
    Di recente ho fatto rintonacare pochi metri quadrati della terrazza: 400 euro senza fattura; riverniciare il relativo muro (con vernice acquistata da me): 300 euro senza fattura; ho avuto un cortocircuito in cucina: 80 euro senza fattura; ho fatto fare la verifica periodica dei fumi della caldaia (obbligatoria per legge): 60 euro senza fattura. Potrai obbiettare che mi rendo complice di tanta evasione; si è vero e me ne vergogno. Ma se non faccio così, non trovo più un muratore, un imbianchino, un elettricista, un idraulico che venga quando lo chiamo, ed è già grazie che vengano dopo mesi di attesa, tanto sono oberati di lavoro.
    Altra considerazione: cosa intendiamo oggi per bisogni primari? Telefonini ultima generazione, televisori ultra piatti, videogiochi et similia sono settori che mai sono entrati in crisi. Sono stato preso in giro dal figlio di un mio vicino per il modello di cellulare che uso: lui ne aveva uno che gli arrotolava anche le cartine dello spinello, e suo padre “statisticamente” è un povero, tant’è che gli passavano i libri scolastici per quello stesso figlio.
    No, caro Aldo, non credo che le cose stiano proprio come scrivi, e te lo dice uno che vive di stipendio.
    A fronte di tanta miseria, e mi riferisco a quanti hanno perso il lavoro per la crisi ed ai troppi che veramente tirano a campare con 800/900 euro al mese, c’è una stragrande maggioranza di evasori fiscali totali e di lavoro sommerso, di doppi e tripli lavori in nero, che ingrossano le statistiche dei primi. E’ la stessa moltitudine che affolla pizzerie e ristoranti il sabato sera.

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  3. La solita storia delle pizzerie non attacca più. Se uno va a mangiare una pizza al sabato sera è matematico che troverà sempre pieno. Adesso il brutto è che non c'è più pieno la domenica o il venererdì. Che ci sono problemi a vederci dentro gente il giovedì e il mercoledì. E il martedì e il lunedì spesso meglio chiudere. Quanti bar in piazze italiane hanno serrato? Oggi hanno menato un ministro in Grecia. A quando in Italia?

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  4. Direi che la crisi c'è eccome!!!|! Forse non la sentono i furbi e....ce ne sono tanti! Che vuol dire....... pagare 85euro per una revisione caldaia e vederti poi alla fine una ricevuta di 50 euro...e tu hai già pagato e non puoi fare altro che incassare il colpo e sperare di trovare qualcun altro più onesto. Il mondo è dei furbi, ma fino a quando?

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  5. Molto acida e reale,state vivendo la nostra rabbia di qualche mese fà.La risposta è stata i soldati,la polizia,i manganelli e poi il terrorismo per calmare a tutti.Forse vi diranno la stessa cosa cosi' vi calmate.Fanno come vogliono finché ci saranno ignoranti per votarli pensando di arrichirsi anche loro un po' non dando più a chi non ha niente.Bella mentalità,abbiamo la stesssa,finché certi non hanno fame,non si occupano dei poveri,chiudono la porta e quando succede a loro realizzano che c'è un'altra via più solidaria,giusta e umana.Tutto si decide nelle urne o allora una rivoluzione mondiale e non ognuno a turno suo come succede in questo momento.Laura dalla Francia,umanista e democratica,che odia l'oppressione e l'ingiustizia sociale.Grazie Aldo,alza la voce e continua a denunciare.

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  6. direi che è tutto vero compreso il fatto che ci siano una gran quantità di micro evasori fiscali ma nulla in confronto a quelli che invece degli 80 euro evadono di botto milioni poi questi li mettono in banca e con gli interessi vivono di rendita e quanto pagano di tasse ? non certo il 43% come qualche artigiano che si fa un culo dalla mattina alla sera e rischia tutti i giorni di smenarci.........ci sono una gran quantità di problemi da risplvere e comunque non vedo i nostri politici intenti a risolverli,anzi ,perdono tempo con scaramucce e quello che più mi preoccupa è il pensiero dell'essere più furbo che sta dilagando anche nella mente della gente forse per assomigliare di più a chi sta guidando malamente il nostro paese

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  7. La pressione della povertà economica, culturale e di pensiero diventa sempre più forte. Ogni giorno di più.
    I furbi senza onore vendono la propria dignità per 30 denari o poco più.
    Si alza la voce un giorno e il giorno dopo é già tutto rimosso.
    La violenza fine a se stessa non fa la rivoluzione, genera solo acredine.
    E' la guerra dei poveri che ci fasmpre più poveri codardi e pavidi.
    Attendo sempre fiduciosa uno scatto d'orgoglio in cabina elettorale...
    ma cosa trovo sul fronte opposto'
    Sigh!...

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  8. Ciao Aldo, sempre puntuale nella tua esposizio-ne, noi dovremmo cogliere meglio la società, e contribuire a mettere in risalto le differenze e proporre anche soluzioni a chi ci governa o chi ci governerà. C'è una sorta di rassegnazio-ne, di una voglia di esaltare una parte e annllare le altre. Se noi abbiamo dei bisogni da soddisfare, di dare speranza ad altri, di garantire un futuro a chi lo ho ha, dobbiamo destarci e esprimere le migliori idee, una rivoluzione culturale che metta al centro la solidarietà e la legalità
    Con affetto
    Antonio Lanza

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  9. io credo che la crisi c'è,eccome!!...ma a sentirla sono sempre,..e solo le persone che hanno sempre fatto fatica ad arrivare a fine mese....chi ha un mutuo, chi e rimasto senza lavoro e chi sperain qualcosa di buono...non accorgendosi che le cose non saranno mai piu migliori......sarebbe bene preoccuparsi !!!!

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  10. Carla Antonella Cozza18 dicembre 2010 alle ore 17:20

    Caro Aldo, di nuovo benvenuto fra i miei amici di Facebook ! Non c'è una sola parola di questo tuo articolo, che non condivido: hai centrato perfettamente, la situazione del nostro Bel Paese in decadenza...! Vorrei solo aggiungere una cosa e cioè sottolineare ancor di più, che il ceto medio, cioè la famosa "borghesia" di un tempo, se la passa malissimo perchè le Banche, autorizzate, dal nostro mal-governo, tagliano i viveri anche a chi potrebbe investire, progettare, aiutare e dare lavoro a tante, ma tante persone...Ti ringrazio, per aver condiviso con me i tuoi pensieri, mi ha fatto veramente piacere constatare che, c'è ancora qualche persona con la coscienza sveglia e la mente lucida...Un abbraccio, Carla Antonella

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  11. be caro amico mio la tua analisi non fa una piega. Però se oggi fosse andata bene staremmo qui a piangere?? Credo proprio di no. La politica non ha mai smesso di fare il suo gioco! Ma ci siamo dimenticati la prima repubblica?? E adesso la seconda da 16 anni?? Bene allora matematicamente ragionando se il denominatore ossia la politica egoista è uguale da 70 anni e oggi il risultato cambia vi deve essere qualche altro elemento che è per forza dovuto cambiare?? Ve lo dico io! Negli anni del benessere ogn'uno di noi ha sempre pensato come se il tempo esistenziale fosse eterno, come se la manna dal cielo non sarebbe mai finita! Bene oggi paghiamo il prezzo! La realtà non è così morbida e allegra e solo chi ha "fatto la guerra" sa quello che intendo. Noi ce ne siamo fottuti di chi si è candidato al governo, in tanti hanno venduto il culo ai politici per avere il proprio tornaconto, incuranti che nulla poteva essere per sempre e che se un sistema costituzionale viene preso sotto gambo allora i poi non dobbiamo meravigliarci se il cero si consuma nel tempo! Certo chi è stato povero è ancora povero! Il termine che è cambiato è stata la nostra stupida illusione di BENESSERE INFINITO senza seminare il futuro, fatto di onestà, di legalità, di rispetto, diciamo che siamo corrotti dal malcostume...bene ci sta!
    By Alberto Saxo

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  12. poche domande altrettante risposte:
    D: chi da sempre fa le regole?
    R: Il ricco
    D: chi deve rispettare le regole onestamente?
    R: il povero
    D: perchè?
    R: per il bene di Tutti
    D: come fa di cognome il signor Tutti?
    R: Ricco
    D: chi non deve andare in pensione?
    R: il povero
    D: perchè?
    R: per par condicio col ricco che non ci va mai
    D: Patria, Lavoro, Famiglia, Onestà, Legalità, D: Rispetto, Onore, Solidarietà
    R: Ricco ah ah ah ah ah ah
    R: Povero pizzam et labor (quando c'è)

    D:
    D: Pizzam et circensem ?
    R:

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