domenica 14 novembre 2010

Schizzi di fango

Non comprate i giornali perchè raccontano solo bugie”. Premettendo un sobrio “mi rivolgo a quei pochi che ancora li comprano”. I cronisti avrebbero raccontato di presunte contestazioni a Sua Bassezza in occasione di qualche sua apparizione-spot. L'enunciatore è, manco a dirlo, Silvio Berlusconi in persona, immortalato in diretta nel bel mezzo del Tg di Canale 5 (che, se non sbaglio, a lui appartiene).

A parte la violenza della frase, che in qualsiasi altra parte dell'universo-mondo avrebbe provocato una sommossa popolare, questa affermazione è così idiota che persino uno come me, che gode ogni volta che Sua Bassezza si fa del male da solo, si sente mortificato.

C'è un paletto oltre il quale destra, sinistra e centro non c'entrano più. E non è nemmeno un problema politico. È l'autentico punto di non ritorno, quello oltre il quale ogni singola bassezza (aridaje...), infamia, bugiarderia, non fa più male solo chi proferisce la cazzata, ma veramente a tutti. È il territorio nel quale la montagna dell'umiliazione collettiva frana addosso a tutti. Non c'è più modo di addossare la colpa a qualcuno, non si intravede la strada della salvezza. Nessuna presa di posizione, nessun programma televisivo, nessuna raccolta di firme: gli schizzi di merda che ci colpiscono quotidianamente hanno la stessa puzza e lo stesso color ocra.

Che S.B. non sappia quello che sta dicendo è ampiamente dimostrato. Che non conosca la portata dello schiaffo alla memoria dei suoi farneticanti teoremi è altrettanto noto (Giuseppe Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Carmine “Mino” Pecorelli, Carlo Casalegno, Ilaria Alpi: questi sono alcuni nomi di giornalisti che sono morti per raccontare sui giornali: studiare la Storia, please...).

Il fatto però che se ne vanti in conferenza stampa, non riguarda più le sue miserie private, ma il pubblico sfascio di un Paese, del mio Paese, cristosanto. Anche l'insulso silenzio dell'Ordine dei Giornalisti (organismo al quale sono fiero di appartenere da vent'anni), mi indigna profondamente.

Tregua.
Pietà.
Basta. Basta. Basta.
Interrompiamo tutto, almeno per quel tanto che basta per vergognarci e per toglierci da dosso i frammenti di materiale organico.
Basta. Basta. Basta...

7 commenti:

  1. Sempre interessante leggerti. Per tante ragioni.
    Vorrei chiederti una cosa, ti manderò un messaggio entro stasera. Se non puoi o non vuoi amici come prima mi raccomando. ciao
    Alessandra Lucini

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  2. http://www.giornalettismo.com/archives/95465/dopo-silvio-ce-solo-marina/ Basta lo diciamo in molti ..ma al peggio non c'è mai fine guarda cosa potrebbe succederci..:-((

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  3. ???? Aldo, è la prima volta che ti vedo veramente "incazzato"!

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  4. Hai perfettamente ragione Aldo.
    Nessuno più si scandalizza per queste cose.
    Della piatta normalità siamo soggiogati e nessuno alza il capo.
    Mala tempora currunt!
    fa più notizia l'accanimento morboso sui fatti di cronaca nera e la voglia di prot...agonismo che fa sbavare molti e molti ancora.
    Tutto il resto... é noia.
    Grazie.
    Sorrido amaramente.
    Mariaconcetta

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  5. Ho 41 anni, è mi sento "diversamente giovane"...
    All'età di 16 anni iniziai il mio personale percorso politico.
    Come molti giovani mi dedicai anima e corpo per i miei ideali.

    Oggi, a distanza di 25 anni, nel sentire le stesse persone presenti nel mondo politico dire tutto ed il contrario di tutto mi viene la nausea.
    Nel vedere e sentire, inoltre, quanta ignoranza permane nelle generazioni d'oggi capisco quanto accada in Italia.

    Credo che se si andrà alle elezioni (immagino imminenti), e considerando che, attualmente, in tutto l'arco costituzionale (e non solo, anche extraparlamentare) non trovo nessun gruppo che mi possa rappresentare.
    Probabilmente quel giorno rimarrò a casa a riposarmi, oppure mi farò un full immersion in qualche lettura storiografica o tecnica.

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  6. Si tratta proprio di fango,e mi sembra che tu, caro Aldo, sia stato come sempre lucido e pungente nel disegnare la realtà che ci circonda.Siamo invasi dal fango e non riusciamo ad uscirne,tutti intrappolati in un immenso girone dantesco. Credo che l'indignazione sia la reazione minima per coloro che cercano davvero di diffondere la Verità. E sebbene i fatti ci dicano che in questo paese si debba morire o essere sotto scorta per essere credibili, o che sia più semplice e produttivo essere indifferenti,credo non sia solo così.Gli italiani sono e saranno sempre un grande popolo... peccato che sia più semplice credere il contrario.Ciao

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  7. Complimenti, Aldo.

    Finalmente qualcuno che scrive senza esswre guidato.

    Grazie per questo posst.

    Gianpietro

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