martedì 25 ottobre 2011

Governi e priorità




Un impressionante studio di una agenzia internazionale ci informa che il grano prodotto potrebbe (tra pochi anni) non essere più sufficiente per l’intera popolazione mondiale.
Il mese scorso altre statistiche ci mettevano sull’allerta circa il quantità di acqua potabile a disposizione: (tra non molto tempo) la bottiglietta di acqua potrebbe essere centellinata per la sola sopravvivenza.

Le proiezioni per il futuro – aimè, prossimo – sono sconvolgenti. Speriamo che le stesse siano influenzate da quel pizzico di catastrofismo che alimenta da sempre le analisi geologiche che interessano il nostro pianeta. Vi giuro che appena intravedo sullo schermo Luca Mercalli mi tocco automaticamente il basso ventre.
Comunque sia, tutti i rapporti su scala internazionale, finiscono con l’explicit: “una tragedia immensa che i governi continuano ad ignorare”.

C’ da chiedersi quando ci imbattiamo in questo tipo di notizie come cambierebbe la politica – e come cambierebbe il mondo – se i bisogni primari dell’uomo fossero, finalmente, a capo dell’agenda dei potenti.

Se, mettiamo per un attimo, l’innalzamento o meno dell’età pensionabile, fosse solo un penoso dettaglio amministrativo da affrontare nei ritagli di tempo lasciati liberi dalla politica dell’acqua, dal cibo per tutti, dall’educazione universale, dal diritto ad una casa ad un prezzo accessibile anche per l’operaio. Pensate che bello.

Forse accadrebbe anche che l’innalzamento di un paio di anni dell’età pensionabile, in quanto dettaglio e in quanto fastidioso, sarebbe sbrigato in fretta. E anche bene.

Le grandi questioni rimetterebbero a posto anche le piccole.

Le frattempo – e siamo tristemente al giorno d’oggi – quelle piccole, impediscono di pensare (anche solo di pensare) a quelle grandi...