domenica 9 gennaio 2011

Dei delitti e delle pene

Io e il mio amico Brunin l'Oste la pensiamo alla stessa maniera. Siamo mediamente civili e tendenzialmente rispettosi della vita altrui. Ci troviamo spesso in accordo sui temi premi pregnanti che vengono intavolati dagli avventori del bar (va beh, io sono genoano, lui tiene per il Toro, comunque troviamo sempre un punto di accordo).
Ma l'altro giorno, davanti ad un cabaret di focaccine calde, gli ho fatto strabuzzare gli occhi. Non è riuscito nemmeno a terminare il bicchiere di Gutturnio che è rimasto, triste solitario y final, sul bancone di ardesia. Gli ho confessato che sono a favore dell'espulsione coatta dal territorio nazionale, con soggiorno obbligatorio in Senegal, Moldavia e Saharawi. È stato un colpo ferale per Brunin, come dargli torto.

È puntualissima. Alle 18.30 scende dal suo Suv 4x4 Edizione Limitata, fabbricato da una costosissima marca tedesca. Parcheggia nel bel mezzo di una stretta via a senso unico. Piazza le quattro frecce e blocca il traffico per un tempo che va dai 4 ai 7 minuti. Il dramma è che quello è l'unico itinerario che io posso percorrere per arrivare a casa. Lei, la conducente del mezzo semi cingolato, la Stronza (così la chiamo io, ma dubito che quello sia il suo vero nome), è vestita con completi leopardati, le gambe sono avvolte in collant neri e talvolta indossa civettuoli cappellini. È lei che mi ha fatto cambiare idea sulla Bossi-Fini.

Mi ritengo una persona riflessiva. Prima di esprimere un giudizio così tranchant, mi sono documentato. La Stronza poteva aver bisogno di quella home car, in quanto educatrice di una colonia di infanti in temporanea condizione di indigenza. Ma l'unico passeggero che sale sulla Jeep No-limit è una bambina di un biondo slavato dall'apparente età di dieci anni, griffata dalla testa ai piedi. La Stronzetta frequenta un corso di canto in una costosissima scuola privata. Penso che anche per lei, per la Stronzetta, possa essere applicata l'espulsione coatta; già me la vedo tra vent'anni a bloccare il traffico in tangenziale con il suo camion Td, infischiandosene bellamente del buco dell'ozono e altri ammennicoli accessori. Il Dna raramente sbaglia.

Ma tutto questo non mi è bastato per arrivare alle conlusioni suindicate. Ho pensato che magari la Stronza abita in un rustico in pietra situato in una zona particolarmente disagiata. Ho pensato a fossi e dossi, pozzanghere e dirupi. Pensavo ad una tappa della Parigi-Dakar, percorso adatto a quel tipo di veicolo che per percorrere cento metri consuma quanto consumo io in un anno (la mia macchina è alimentata a metano). Ma quel caterpillar non schiaccia nemmeno un granello di sabbia, non è schizzato da nessun atomo di fanghiglia. La Stronza abita a trecento metri dalla scuola privata della Stronzetta.

Talvolta dalla 4x4 edizione limitata scende anche un barboncino. Ecco, io lo vorrei salvare dall'anatema. Ma a quel livello, temo, che nessuno possa considerarsi immune...