lunedì 31 gennaio 2011

Un consiglio da amico

Malgrado quello che la maggior parte dei miei lettori pensa di me, io sono un amico di Berlusconi. Un grosso amico, di quelli che si vedono solo nel momento del bisogno. Come adesso, per esempio. A fronte di quanto ho detto, gli consiglio di andarsene per sempre da questa terra ingrata.
Silvio (scusa l'ardire, ma tra amici si usa così. Anzi, ti dirò di più: secondo me hai le natiche molto toniche...), Silvio, dicevo, sparisci per sempre. In un bosco canadese o su una spiaggia di Tahiti, fai te. Senza computer né fax, nascosto dietro una barba o sotto ad una parrucca. Rifatti una vita e scordati della precedente. Gioca a ramino o a scacchi con gli indigeni, ridendo con loro sul tuo passato da “statista”. Attingi dalla tua vasta aneddotica per intrattenere i selvaggi ivi consociuti sul come si fa a prendere per il culo un intero popolo per quasi vent'anni (a te piacciono le barzellette, vero Silvio?). Sai che risate!

Ma voglio fare di più. Per non lasciare nulla al caso, sono andato a chiedere il consiglio ad un esperto sul come potresti fare la valigia.

Doug Dyment è un vero esperto nell'arte del packing. È l'autore del sito onebag.com, un sito sull'arte di viaggiare leggeri e senza troppi problemi. Secondo Dyment, il modo migliore per volatilizzarsi è quello di partire con una sola valigia, meglio se di dimensioni “bagaglio a mano”. E questo, caro Silvio, per un ventaglio di ragioni.
Per un fattore economico, in quanto non si deve pagare i facchini né il sovrapprezzo per per il bagaglio extra (non che a te manchino i soldi; ma sono denari in meno per le ragazzine indigene, non so se mi capisci...).

Con una valigia sola, puoi arrivare all'aeroporto appena prima che l'aereo decolli. Puoi prendere liberamente treni o autobus o metropolitana, senza buttar via i soldi per i taxi (sempre per il fattore bunga bunga). Appena arrivato a destinazione eviterai le code per il ritiro delle valigie e avrai più tempo per andare a visionare la fauna locale (non so se mi sono spiegato). Senza contare che, con un solo pezzo di bagaglio, perderai meno tempo per fare le valigie e, mi sa, che le ore per te sono preziose.

Ma aldilà di tutte queste bazzeccole, viaggiare leggeri è la soluzione migliore per te e per il pianeta. Meno mezzi di trasporto per spostare i tuoi oggetti, meno carburante e meno gas serra. E più probabilità per i tuoi amici (Alfano, Gelmini, Calderoli, Vespa, Minzolini, D'Alema eccetera eccetera) di poter lasciare questa terra ingrata.

No, ti prego, Silvio, non mi ringraziare. Per gli amici questo e altro....