sabato 1 gennaio 2011

E il federalismo?

Di tanto in tanto, chiacchierando nell'osteria di Brunin (dove, modestamente, godo di un certo prestigio), qualche avventore, tra un bianco frizzante e l'altro, mi fissa e mi chiede a bruciapelo: “E il federalismo?”. È il quesito che più mi imbarazza, lo ammetto.

È lo stesso procedimento mentale che spinge ogni tanto, senza alcun rapporto con quello che si sta dicendo, a chiedere notizie di un amico dimenticato o scomparso senza dare notizie. “E Mario che fine ha fatto?”. Segue un silenzio carico di aspettative, denso di domande che richiedono una risposta perlomeno attendibile e moderatamente circostanziata.

Già, il federalismo. Ora non si parla d'altro. Sembra che il destino di ognuno di noi e della nazione intera sia appeso a questo ineludibile esito. Le parole del gotha padano ci fanno credere che nulla possiamo per contrastare questa epifania; dobbiamo solo rassegnarci e subire pedissequamente.

I miei ricordi vanno alla mia gioventù quando il Professor Miglio, circondato dagli immancabili pipistrelli, tracciava le linee della Soluzione Finale.
Al suo fianco il Ghe Pensi Mi di turno con tanto di pochette verde nel taschino, tracciava con il lampostil nero i confini sella futuribile Padania. Ma il paletto primigenio della rivoluzione verde era sempre quello: il federalismo. Siamo cresciuti con questa parola, tantoché ancora oggi mi appare scritta, in tutti i miei incubi notturni, con caratteri gotici vagamente sinistri. Una parola che si porta dietro enormi rovelli. Noi emiliani, per esempio, entreremo nell'area di influenza positiva del federalismo o saremo definitivamente cassati dalla Storia? E i liguri? I marchigiani? I toscani?
A scanso di equivoci, il consiglio è quello di dichiararci tutti federalisti anche se, in cuor nostro, non ci interessa (e non ne sappiamo) una cippa.

Intanto passa il tempo. Un altro anno è finito in archivio.
Tremo all'idea di farmi un cappuccino da Brunin. Potrebbe entrare Adelmo e, dopo aver parlato del Genoa, potrebbe chiedermi a bruciapelo, guardandomi fisso negli occhi: “E il federalismo?”...