lunedì 5 settembre 2011

L'appuntamento mancato




Non sappiamo ancora se l'Italia uscirà o meno dalla crisi, che fine faranno Gheddafi e i suoi figli (a proposito, qualcuno sa quanti sono?), chi vincerà quest'anno lo scudetto, se finirà il mondo nel 2012, ma abbiamo ben presente chi uscirà indenne da tutte queste catastrofi: è l'onorevole Pierferdinando Casini.

Egli e la sua simpatica compagnia di giro (Buttiglione, Cesa e altri simpatici carneadi), forti di un ponderoso zero virgola di consensi, fanno quotidianamente lo struscio serale sui Tiggì nazionali, per rilasciare agli attoniti cronisti dichiarazioni di portata epocale.

L'uomo di punta, inutile rimarcarlo è il Clooney de noartri: l'onorevole Casini, ex presidente della Camera (!?!).
Ci rende edotti di essere amico del fratello libico ma sodale dell'alleanza atlantica; fedele all'amico Obama ma devoto al Papa; di tifare per Bologna ma anche un po' per la Roma e per il Lampedusa Football Club; di essere favorevole alle decisione di Governo ma di non essere disposto a votarle; di essere sfavorevole alle decisioni di Governo ma di essere disposto a votarle.

Il talento di Casini sta nell'enunciare il suo budino intellettuale con una certa qual secchezza e solennità, come se stesse formulando un ultimatum. Lo favoriscono la statura (fisica non politica, ovviamente) e il portamento rigido, come se avesse ingoiato il manico di una scopa.

Diradatasi, come è inevitabile, la prima impressione di autorevolezza, ci si interroga brevemente su quanto gli è uscito dalla bocca e regolarmente ci si chiede: che caspita vuole questo qui? Che cosa, esattamente, avrà voluto dire? A nome di chi parla? Che sostanze ha assunto?

In realtà, Casini, sta solo prendendo tempo. Aspetta solo di capire come evolvono gli eventi. Tentenna per sapere su quale carro salire.

E lo fa, ammettiamolo, con un suo stile: non lascia mai trasparire che gli eventi, all'appuntamento con lui, non si sono ma presentati...