lunedì 12 settembre 2011

Per favore, sparite...



Forse siamo su Dadada”: questo ho pensato istintivamente quando sullo schermo è comparso il volto penitenziale di Walter Veltroni. L'ipotesi era avvalorata dal servizio seguente che raccontava le gesta e il pensiero di Massimo “Inciucio” D'Alema. Ma tutto ciò è terribile realtà, stringente attualità. Più prosaicamente è quello che che passa il convento della sinistra da vent'anni a questa parte. Non hanno seguito, Veltroni & Co., il consiglio che diede loro Nanni Moretti, ma anche una tra le menti più lucide di questo scorcio di millennio: Maurizio Maggiani.

Più o meno tutti quello che avevano a cuore i destini della sinistra italiana, chiedevano a queste menti eccelse una sola, semplice cosa: sparite.

Non era un insulto, era solo una buona idea. Chi perde e perde molto - e in quelle circostanze perdeva un immenso patrimonio di aspettative - può ancora salvare l’ultimo bene: la faccia. Tutti sanno apprezzare l’onore di chi ammette la sconfitta e ne trae onorevoli conseguenze. Gli uomini d’onore che perdono si ritirano lasciando dietro di sé i ponti intatti; su quei ponti potranno transitare nuove forze e nuovi uomini, perché è dell’uomo onorevole dedicare le proprie migliori energie a preparare la strada per la generazione che lo sostituirà.
L’idea non parve buona ai destinatari, che, colmi di una supponenza tanto triste quanto ardita non hanno inteso piegarsi di un millimetro alla realtà e all’onore. Sono rimasti tutti a mostrare il petto - fasciato in filati di cachemire - nella certezza di saperla più lunga di chiunque altro, predisponendo rivincite costruite su un suffragio che non hanno mai smesso di ritenere dovuto; come se la gente fosse una entità immobile, come se non fosse composta da me e da alcuni altri milioni di individui ognuno con una sua vita tutt’altro che immobile, se non per costrizione. Come se i valori potessero vivere di vita propria, di pura essenza ideologica e non essere materia della vita.

Ciechi della loro supponenza, negli anni che sono venuti non sono mai stati sfiorati dal sospetto che milioni di individui continuavano a prestare loro il proprio suffragio nella vana speranza che questa generosità potesse essere ricambiata da un qualche sincero slancio di umiltà; e da qualcosa di buono, semplicemente, visibile e vivibile da ognuno di noi. Finché, non senza rabbioso dolore, la “loro”gente ha schiacciato il pulsante: off. E li ha fatti sparire. Dall’orizzonte delle proprie attese, dalle proprie simpatie, dalle proprie necessità.
Si sono dissolti, si stanno dissolvendo, finiranno per dissolversi, disonorevolmente, perché c’è una enorme differenza tra il decidere di sparire ed essere tolti di mezzo. Naturalmente nessuno di loro si è preoccupato di tenere salvi i ponti, qualcuno si è persino occupato di minarli.

Per il momento non resta che ripetere: fate la cortesia, sparite. Rimane una buona idea, rimane sempre meglio che essere tolti di mezzo...