mercoledì 14 dicembre 2011

Il duro lavoro di Schifani




Oggi, per una volta devo andare contro l’opinione pubblica diffusa e voglio spezzare una lancia a favore di politici, amici miei. Anzi, in favore di un politico in particolare: il presidente del Senato Renato Schifani. Ha espresso nel giro di due giorni addirittura due opinioni politiche. Martedì a favore dei suoi sodali parlamentari (“Difenderemo la dignità del Parlamento”) e mercoledì dissociandosi energicamente (“In Parlamento sceneggiata indegna”).

Deve essere spossato. Anche se la seconda affermazione è servita ad azzerare la prima – riconsegnando Schifani alla sua serena inesistenza – è anche vero che il doppio sforzo, per un temperamento come il suo, deve essere stato da tracollo nervoso.

Collocato alla presidenza del Senato perchè nessuno come lui sapeva dire “la seduta è aperta” e “la seduta è chiusa”, quest’uomo di avvenenza rotariana, giunto oramai (finalmente) al termine della legislatura, deve aver pensato: “Non è educato che io me ne vada senza aver detto nulla”. Al termine di una notte insonne, ha partorito queste due prese di posizione, che in pratica si annullano a vicenda.

L’accordo con il suo staff era quello di dirle contemporaneamente.
Confuso dall’inesperienza, le ha pronunciate separatamente.

Di qua le gravi tensione di queste ore.

Signor presidente del Senato, si faccia forza e si prenda un lungo periodo di riposo. Ne ha proprio bisogno.
Ha tutta la mia comprensione.
E, penso,  anche la vostra amici miei...